Cuore


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Ci sono volte in cui non sopporto il ruminare continuo dell'ora di pranzo. Un chiodo in testa. Ci sono sensazioni che crescono come incubi. Un laccio alla gola. Momenti in cui il solo rumore del cucchiaio che cade nel piatto mi spezza dentro. Uno stupro al silenzio. Porte, chiavi, spiragli. Potrei infilarmi sotto le coperte e masturbarmi, sarebbe artistico, trovarmi sperduta in mezzo alla mia anima con due dita nella fica. Mi capita per pudore di non chiedere, è penoso avere freddo e morire di fame. Questi sono i veri ponti: quelle coperte architettoniche dove l'umidità ti penetra le ossa, ti ammuffisce. Vorrei un cuore di bue, di quello con cui si amano i figli, che lo corrompa l'usura del tempo, o passi il primo cane a stracciarlo. Un cuore di bue, vorrei.